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martedì 19 agosto 2014

Il mio primo cestino

Mia nonna quest'anno si è trasferita a Roma, tempo fa aveva iniziato ad insegnarmi la tecnica per fare i cestini con rafia e fascetti di erba palustre ("s'aedda").
La tecnica è solo a prima vista semplice: non è facile tenere la rafia piatta e non trasformarla in un filo mentre la si avvolge attorno al fascetto di fibre con l'ausilio di un ago da lana.
In realtà questo cestino non è tutto mio visto che quasi tutto il fondo lo fece mia nonna, ma ho pensato che sarebbe stato carino finire quelli che lei aveva iniziato :-D
La differenza nella finezza del punto si nota tutta ma spero con il tempo e con l'esercizio di migliorare!

martedì 4 marzo 2014

Pesto di foglie di carote

Quei bei ciuffi di verde tenero delle carote finiscono normalmente nella spazzatura, ma come altri "scarti" alimentari sono a tutti gli effetti risorse.
Era da un pò che volevo provare ad utilizzarli e, fruga e gira su internet, ho trovato interessanti queste due ricettine:
frittata con i ciuffi di carote
pesto di foglie di carote

Ovviamente ho scelto l'ultima per via della mia passione per frullatori, minipimer, salsine, creme e mousse. E ovviamente ho cambiato qualcosina :-D
Gli ingredienti li trovate sul blog che ho linkato, io ho sostituito i semi di girasole con le noci e aggiunto un pò di pepe nero.
Il risultato è questo qui sotto
Vi consiglio di provare, perchè il risultato è ottimo!

E visto che stavo anche facendo il dado vegetale (ma forse ho esagerato con la zucca...) e in genere lo provo per capire il dosaggio e non fare le cose troppo salate, ho deciso di svarionare in questo modo: una zuppa di tagliolini all'uovo con il pesto appena fatto :-)))



giovedì 14 marzo 2013

Piante selvatiche, cattivo tempo e voglia di dormire...

Queste ultime due settimane sono state (e saranno ancora per qualche giorno...) una corsa. Tra scadenze bandi, piantumazioni da organizzare e laboratori per erbari l'unico desiderio che ho è dormire!!!!
In ogni caso è anche un bel periodo, sto riscoprendo il piacere della determinazione delle piante spontanee e conoscenze che sembravano dimenticate, per questo passo il tempo ad osservare le specie vegetali spontanee che nascono e fioriscono lungo le strade, negli spartitraffico e nelle aiuole, oppure che vincono il cemento cittadino e "bucano" i marciapiede :DDD
Molte sono commestibili, altre hanno uso cosmetico o proprietà tintorie, alcune sono tossiche per l'essere umano ma fonte di alimentazione per altre specie. Insomma ognuna ha la sua importanza e la sua bellezza.
Casetta si sta quindi riempiendo di vasi e vasetti che tengono in vita qualche ramo raccolto per l'identificazione.
Qui sopra a sx vedete il classico frutto delle Geraniaceae che sembra un becco appunto. In questo caso è di una piantina selvatica con proprietà tintorie. A dx in primo piano la Reseda alba e dietro lo Smyrnium.
Qua sotto una Rosacea con bacche e gemme (aspetto di vedere il fiore per capire bene cos'è ma se qualcuno lo sa si faccia avanti!!!) e un ramo di assenzio che forse non tutti sanno si usa per la tintura dei tessuti!
Lo scopo principale di questo laboratorio è quello di rivalutare le specie spontanee, cambiare per un attimo gli occhiali per guardarle in modo diverso, non solo come direttamente utili all'essere umano grazie alle proprietà tintorie, cosmetiche e alimentari ma come fontamentali al mantenimento della biodiversità sia vegetale che animale. In questo modo ad esempio l'acetosella gialla diventa importante per il nutrimento delle api e degli insetti impollinatori grazie alla sua lunga fioritura e perde un pò la fama di infestante. Del resto anche la fragola è una pianta infestante visto il suo modo di colonizzare il suolo ma è pure buonissima!!!

Attenzione! Ricordate di non raccogliere ciò di cui non siete sicuri e di scegliere campi non contaminati dai gas di scarico delle automobili o da trattamenti con prodotti chimici come fitofarmaci e diserbanti.

Buona raccolta!


lunedì 17 settembre 2012

Creatività e sostenibilità locale: dalla zucca in poi di Emanuela e Giuseppe

Oggi mi prendo una vacanza da me stessa e mi dedico alle opere di due persone ingegnosamente favolose. I materiali sono la zucca e il sughero. 
Se per il sughero ci vengono subito in mente i tappi per le bottiglie di vino e le lavagne per spillare gli appunti, per la zucca potremmo avere qualche difficoltà ad andare oltre l'uso alimentare e le lanterne di halloween.
E però...
Il sughero è anche un ottimo isolante termico in bioedilizia, nonchè vassoio per il maialetto arrosto in Sardegna.
E sempre in Sardegna, ma non solo, la zucca, più o meno dipinta, era un ottimo contenitore, una borraccia naturale e atossica da campo.
Emanuela e Giuseppe, reinventano ulteriormente l'uso di questi materiali locali e in un esercizio di creatività contribuiscono anche alla rivalutazione del territorio nell'ottica della sostenibilità.

Le mani di Emanuela fanno di quei "semplici prodotti della terra" dei gioielli e la trasformazione è tale che risulta difficile definire di cosa realmente siano fatti.

Giuseppe incide, su grandi o piccole zucche intere, un delicato gioco di ricami, trasformandole in lampade e appliques che riproducono i disegni in un gioco di ombre e luci.
Entrambi i tipi di realizzazione sono coperti da brevetto europeo.

Per informazioni:
http://www.dallazuccainpoi.it/
cell. 349.8590705