giovedì 14 aprile 2016

Polpette (hamburger) vegetariani di patate e cicoria

L'hamburger, in origine, non indica la semplice polpetta schiacciata ma l'insieme di pane e companatico a base di carne. Nonostante questo, per me, le polpette rimangono di dimensioni piccole e di forma tonda e non invece dischi schiacciati. E allo stesso tempo non necessariamente devono contenere carne O_O
Così è per gli hamburger di lenticchie e così sarà per questa versione con patate e cicoria selvatica!
La ricetta è facile facile e si presta al riciclo di patate e cicoria già lessati, ma anche del pane raffermo.
Quindi partendo da questi ingredienti (patate lessate e schiacciate e cicoria lessata e spezzetata, volendo passata in padella con un filo d'olio e un po' di cipolla), si aggiungono uova sbattute con formaggio grattugiato (e pan grattato), sale e pepe secondo gusto. La proporzione è di circa 1:1 per patate e cicoria o leggermente superiore la patata. La consistenza morbida ma non troppo appicicosa permettera di ottenere polpette (hamburger) che si possono cuocere in piastra (pentola antiaderente tipo pietra) senza olio ne burro.


 Bon Appétit

domenica 3 aprile 2016

Quando credi di non aver niente da metterti acquista un plaid

Per quanto il tempo sia ballerino non sarebbe proprio il momento adatto,
 stagionalmente parlando, di stare qui a vantare una coperta. 
I tessuti si alleggeriscono, gli strati si riducono. 
Il fatto è che io sono una sempre in ritardo su tutto. 
Sulle cose della vita, figuriamoci sulle "tendenze".. 
Mi muovo lenta come un bradipo e ho idee illuminanti
 quando il resto del mondo è già passato all'azione. 
Che dire? Devo volermi bene per quello che sono e ogni tanto assecondarmi ;-P

Quest'inverno si trovava dappertutto, l'anno prossimo chissà... si chiama plaid, mantella, maxi sciarpa. In qualche modo è lo scialle di mia nonna. Quadretti se possibile, poi fate voi. Infagottante (mi fa scomparire il collo e non so se è perchè ho poco collo o troppa coperta) ma caldissima (mi ha salvato da vento e pioggia torrenziale). Nella regola della cipolla ha costituito negli ultimi mesi un ulteriore strato per far fronte agli eventi climatici estremi (inverno mediamente tiepido con picchi di pazzia). Così se siete uscite con la coperta addosso (e magari il pigiama felpato come secondo strato) con un freddo boia e  nessuno vi ha indicato, è perchè l'usanza era già stata sdoganata ampiamente (e il pigiama c'è ma non si vede). Per me nelle uscite mattutine ha ridotto lo choc da abbandono del giaciglio (peccato non farla con un po' di cuscino incorporato!), e in quelle serali ha conciliato sonni precoci. In ogni caso è stato più facile riporla nella borsa rispetto un qualsiasi altro capo e, infine, quando avrà tanti pallini o quando tornerà ad essere solo una coperta, potrò usarla sul divano in compagnia di un libro ^_^









venerdì 1 aprile 2016

La bella stagione

Come ogni anno, febbraio più di tutti, è il mese nel quale comincio a rispolverare l'abbigliamento estivo. Anche questa volta che l'inverno ci ha riservato un clima particolarmente mite e febbraio non è stato il mese freddissimo che ci aspettavamo. Nella mia testa si è insinuato il pensiero di una gonna leggera sulle gambe nude e insieme a questo la sensazione del calore del sole sul viso. E proprio pensando alle gonne vengono a galla progetti di modifica per riutilizzare ciò che ancora giace, inconcluso o inindossabile, nel mio piccolo, disordinato, casalingo laboratorio.
Ormai giunti alla fine di marzo ho scelto due pezzi: una gonna che ho fatto io l'anno scorso, ma che non ho mai usato perchè troppo larga in vita; e una ampia, di seconda mano, già trasformata e poi smontata, da riprendere, nuovamente, un po'.
Quella delle foto è la seconda. Ampia ma dotata di cuciture elastiche in vita, aveva anche un cordoncino da stringere ma faceva comunque difetto sul mio punto vita arricciando troppo.
La soluzione poteva essere quella di tagliare una banda di tessuto, ridurla secondo le mie misure, ricucirla aggiungendo una cerniera laterale o posteriore. Oppure, come ho fatto altre volte, aggiungere una banda in maglina. In questo caso la lunghezza della gonna aumentava andando poco sotto il ginocchio.
Quello che ho scelto di fare è invece una serie di cuciture sul davanti che riduce l'ampiezza in vita e crea una piega anteriore.
 La piega fissata sul retro del tessuto e come appare, sul dritto, l'effetto della cucitura centrale
La prima cucitura è verticale e riduce l'ampiezza della vita. é una cucitura dritta di circa 15 cm eseguita passanda lungo la verticale che si individua se, piegando la gonna in due si fanno combaciare le due cuciture laterali e si segna, sulla parte anteriore (con gli spilli) di quanto vogliamo stringerla. Come se dovessimo tagliar via un pezzo.
Quel piccolo anello che si forma dopo la cucitura viene quindi appiattito sulla cintura e fissato con una cucitura orizzontale.
Più facile farlo che spiegarlo!

Lo sfondo piega (così dovrebbe chiamarsi questo tipo di piega) fatto in questo modo consente di aggiustare le dimensioni ma, dovendo ingrassare, è facile da ripristinare anche la taglia originale!




mercoledì 30 marzo 2016

Pane fatto in casa e... bentornati pollini!

Forse una rondine non farà primavera ma di sicuro per accorgersi del suo arrivo si può stare attenti ad altri segnali...
Uno dei miei libri favoriti, Marcovaldo di Italo Calvino, inizia proprio così:
"II vento, venendo in città da lontano, le porta doni inconsueti, di cui s'accorgono solo poche anime sensibili, come i raffreddati del fieno, che starnutano per pollini di fiori d'altre terre. "

Bentornata dunque primavera e bentornata anche a me che per la verità non mi sono mai mossa. Se si fa eccezione per i continui andirivieni legati al lavoro e all'ammore ;-P
In questi mesi ho notato un progressivo abbandono di blog da parte delle miei autrici preferite, e per questo mi sono sentita meno sola nel mio morbo assenteista. Non credo che smettero mai definitivamente di prendere appunti qui, però ogni tanto serve dedicarsi alla vita.

E giusto perchè a volte la ripresa può risultare un pò faticosa volevo ricominciare dalle cose semplici come il pane.



Ho cominciato a farlo a casa circa 6 anni fa quando stavo a Firenze. Questo non significa che lo faccio sempre o che non compro più dal panificio. Semplicemente, appunto, impasto, a volte spesso, a volte più raramente.

Il bello del pane, è che fa tutto lui, o quasi. A noi rimane il rituale delle mani. Lo cuocio alla piastra (padella pietra asciutta e pulita preriscaldata) perchè mi sembra più rapido e poi perchè sono abituata così.

Per farlo uso la farina 00, oppure il semolato rimacinato di grano duro, singolarmente o miscelati.
Sappiate che la farina 00 non è il male assoluto, ma solo la più povera a livello nutrizionale (se volete approfondire leggete qui). Sotto certi punti di vista è invece la più adatta alla panificazione.



Comunque le dosi sono queste:
circa 500 g di farina per 8 paninetti (ma potete farci anche 2 pizze)
circa 4 cucchiai di olio extravergene d'oliva (più è buono e meglio è)
circa 1 cucchiaino di sale
circa 250 ml di acqua tiepida (se la mia mano trova piacevole il tepore e non è troppo calda insomma!)
lievito di birra disidatato da rianimare dose per 500 g di farina (una bustina)

Antepongo "circa" perchè non doso con precisione, ma sto attenta alla consistenza dell'impasto.

Se non avete mai impastato a mano, provate, il movimento vi incanterà.

Lievitatelo quanto più potete (ad esempio potete preparare l'impasto la sera e cuocerlo il giorno dopo), soprattutto se usate il grano duro!

Io faccio lievitare tutto l'impasto in una terrina coperta sistemata nel forno con solo la lampadina accesa, per almeno 2 ore. Poi divido l'impasto in pagnottine che rimetto a lievitare in forno sempre con la luce accesa, poggiate su carta forno adagiata su una teglia, per almeno altre 2 ore






domenica 27 dicembre 2015

Obiettivo zero rifiuti: tasca impermeabile porta costume

La normativa italiana ha eliminato i sacchetti di plastica per la spesa. Quasi. Insomma i supermercati usano quelli in materiale bioplastico (ma non per frutta e verdure). Altri negozi usano i sacchetti di carta. Ma capita ancora di ricevere sacchetti di plastica quando si fa un acquisto. In genere sono sacchetti piccoli oppure grandissimi, colorati, di plastica abbastanza consistente. A parte declinare gentilmente l'offerta (e utilizzare un sacchetto di tessuto), si può pensare a come riutilizzarli.
Io li uso per le copertine di mini quaderni ma in questo caso, vista la rigidità della plastica ho pensato di cucire una bustina con cerniera. Per il cambio costume in piscina o in spiaggia. E per tutte quelle volte che ho bisogno di qualcosa di impermeabile per non impiastricciare la borsa.


mercoledì 23 dicembre 2015

Riciclando: una tasca magnetica per biglietti da visita

Conservo tutti i bigliettini da visita e, a parte il risvolto pratico, questa è un'altra delle mie piccole manie. Li attacco sul frigo con le calamite, così sono a portata d'occhio. Però stavano diventando veramente tanti rispetto le calamite.
Fare una taschina per contenerli è facile. Basta un pezzo di cartoncino, anche di recupero, ripiegato e pinzato ai lati.


Così per tutti i bigliettini da visita è sufficiente una calamita che regga la tasca ^_^


lunedì 21 dicembre 2015

Lista #16: Le 2 canzoni urlate che preferisco

L'urlo è liberatorio. Non a caso se ci si spaventa, si urla; se si esulta, si urla; se si è disperati -a volte- si urla...
Io non sono una buona urlatrice, non lo faccio mai, mi sento troppo stridula.
Però mi piacerebbe urlare -ogni tanto-, ma urlare bene, urlare profondo e incisivo, urlare tanto da buttare fuori tutto, fare un decluttering di sensazioni.
Oppure urlare una canzone.
Urlare e rimanere intonati è difficile -dice il saggio- ma qualcuno ci riesce.
Finora sono a conoscenza di sole due canzoni urlate e, secondo i miei gusti, particolarmente ben riuscite (ma tenete conto che la mia memoria è farlocca e la lista potrebbe anche allungarsi):

Child in Time
Deep Purple 1970 su Deep Purple in Rock 

Dentro Marilyn
Afterhours 1995 su Germi
(prima versione in inglese su During Christine's Sleep, 1990, ma senza urlo)


Adesso è il momento buono per ascoltarle a massimo volume. 
In cuffia se volete godervele, in cassa se non volete farvi sentire dai vicini mentre intonate il vostro urlo personale.


venerdì 18 dicembre 2015

Come riciclare un portafogli

Sempre per la serie strani ritrovamenti, questo borsellino (in tessuto plastificato???) fa parte di un set con borsa (che mia madre usa per il lavoro a maglia), probabilmente un omaggio di un non idenficato acquisto.
La fantasia non è male, il tessuto plastificato è un po' boh, ma il difetto più grande è la mancanza di una qualche zip che chiuda un comparto anche piccolo. In pratica c'è una tasca grande e due più piccole laterali. E basta. Avevo pensato di aggiungere una cerniera, ma non è così semplice.
Così, nel frattempo che ci penso, ho deciso di usarlo come copertina di un quaderno, fatto su misura semplicemente con fogli a quadretti e un cartoncino cuciti insieme, usando le tasche laterali più piccole per inserire la copertina in cartoncino.

L'utilità: tenere i conti e sfruttare la tasca più grande per conservare gli scontrini.


giovedì 17 dicembre 2015

Una borsa di pelle è per sempre (o quasi)

Vi do un consiglio: se dovete comprare o farvi regalare una borsa, che sia di pelle vera. Avrà una durata pressochè eterna. Anche meglio compratela usata, recuperatela dal baule della nonna o rubatela a vostra madre. Il massimo che dovrete fare sarà sostituire la fodera che ha, quasi sempre, una durata mooolto più breve.
Ecco, mia madre in fatto di borse ha buon gusto. O forse, più semplicemente i miei gusti coincidono con i suoi ;-P
E questa qui sotto, sono stata io, usandola, a rovinarla e sfilacciare la fodera, ma nonostante tutto è sempre una delle mie favorite ^_^

Il processo per sostituire la fodera di una borsa non è particolarmente complicato, basta andare con ordine. Sicuramente non è brevissimo e bisogna fare un pò di attenzione.
Detto questo, procediamo.
1) Scucite la vecchia fodera dalla borsa e poi nelle sue singole componenti. Nel mio caso erano una parte diciamo frontale, un retro e una parte lunga per il fondo e i lati, più la cerniera e la taschina come si vede in foto (con ulteriore cernierina).

2) Stirate ogni pezzo della vecchia fodera sul tessuto per la nuova fodera e ritagliate i pezzi dal nuovo tessuto.

3) Qui si arriva ad un bivio: io NON sono una sostenitrice dell'imbastitura. La maggiorparte delle volte, per me, è sufficiente stirare e spillare bene, ma certe cose vanno imbastite. Sopratutto quando le parti da cucire fanno delle curve, armatevi di pazienza e anche se siete pigrone come me, imbastite i pezzi. Il lavoro finale sarà molto più semplice, veloce e sopratutto preciso. Se c'è una taschina interna, assemblate prima le parti della taschina e unitela alla fodera.

4) Una volta ripassata a macchina l'imbastitura e cucita la cerniera alla fodera, arriva il bello O_O
Il cuoio è un materiale non facile da cucire. Perchè il risultato finale sia buono, quasi sicuramente, non si potrà utilizzare la macchina ma si dovrà cucire a mano la fodera sul bordo in pelle, utilizzando un filo in tinta di apposito diametro e avendo cura di centrare i fori già presenti della precedente cucitura.

Le "tecniche" sono sostanzialmente due: cucire normalmente ma rischiare una cucitura irregolare nella parte interna oppure, per avere un maggiore controllo, fare una specie di doppia imbastitura ripassando due volte sempre centrando i buchi già presenti sul bordo in pelle.

Et voilà il nuovo interno di Le Sac Jorgette (è il nome di questa borsa, e a proposito se qualcuno ha info su questo vecchio marchio può farmi sapere qualcosa? Grazie!):

n.b. la taschina in questo caso è del tipo aperta sulla fodera e non cucita sulla fodera. Per riprodurla ho segnato l'apertura facendo coincidere la nuova con la vecchia fodera e praticando il taglio. Dopo il taglio del tessuto ho ripiegato all'interno i bordini con l'aiuto del ferro. Sempre prendendo a modello la vecchia taschina ho ricavato le parti nuove utilizzando lo stesso tessuto usato per tutta la fodera (in genere per queste tasche si utilizza un tessuto più molle e meno resistente).

giovedì 10 dicembre 2015

Riciclando: mini set per il cucito

Anche se si potrebbe far rientrare nelle azioni di "obiettivo zero rifiuti", volevo prendermi una pausa dai progetti mirati e fare qualcosa di divertente ed estemporaneo.
Così è nato il mini set per il cucito: recuperando una scatolina regalo di un gioiello, alcuni minirocchetti di filo colorato e un paio di piccolissime forbici che non tagliano.

 Le finte forbicine sono semplicemente incollate a decorare - ma anche per dare un'idea del contenuto- nella parte esterna del coperchio. All'interno trovano alloggio gli aghi e, come piccoli tesori, sotto i lembi della scatola i rocchettini.

Tutto qui!



lunedì 7 dicembre 2015

Obiettivo zero rifiuti: mini block notes

Sistemate la maggiorparte delle gioie a pezzi e pezzettini, nel settore brico rimangono comunque diverse voci da riorganizzare. Inizio da due mie passioni: il cartoncino rigato color marrone e i mini avanzi del cucito.

Dunque per le maniache della cartoleria come me ecco i nuovi block notes da tenere in borsa fatti riciclando l'interno in cartone dei pacchi di crackers e pezzetti di nastri e tessuti.
In pratica questo riciclo abbraccia sia il settore brico che quello cucito sia come materiali che come strumenti utilizzati.






Materiali:
-cartoncino
-piccoli pezzi di tessuto
-nastrini
-cartoncino
-fogli bianchi o a quadretti
-bottoni
-pezzi di mappe
-cartoncino colorato
e chi più ne ha.... liberate la fantasia!














Come si fanno?
Fissando pezzetti di stoffa e di nastro con ago e filo o con l'aiuto della macchina da cucire. Sempre con la macchina fissare i fogli (attenzione: meglio tenere bassa la pressione del piedino e non esagerare con il numero di fogli!). Potrebbero essere utili anche: la colla a caldo (per le decorazioni come il coniglio) e il nastro biadesivo (per tenere fermi i pezzetti di tessuto durante la cucitura).

nb: l'intruso con il coniglio è una dedica personale ad un'amica

Buon Riciclo!

sabato 5 dicembre 2015

Obiettivo zero rifiuti: una collana al giorno fase I

Uno degli obiettivi intermedi riguarda una mia antica fissa per i bijoux. Si comincia riciclando pezzi già presenti e si finisce acquistando di tutto un po'. Poi la passione va scemando, si intraprendono altre attività, cambiano gli stimoli creativi e, gli acquisti, ma anche i regali e le cose trovate, si accumulano inesorabilmente dentro vari contenitori.
Inoltre di tutte le cose che ho, uso si e no un terzo, alternando fasi no-gioiello a fasi sovraaccessoriate, momenti in cui mi piacciono le cose vistose a momenti in cui un filo discreto di collana basta e avanza.
Per citare questo blog carinissimo (http://www.wanderingwil.com/)

"La ricerca della felicità non è altro che un grosso problema da risolvere, composto da quattro fasi distinte: trovare tutto il necessario, farlo nostro, trovare tutto il superfluo, eliminarlo."

L'obiettivo in questo caso era ridurre i materiali sparsi assemblando&creando (un grosso aiuto viene da ispirazioni infernettiane), ridurre i pezzi selezionando cosa tenere e cosa no.
La prima fase dunque ha visto la paziente esplorazione dei materiali a disposizione, la scelta, la progettazione e infine la realizzazione.
a sinistra legno + metallo, a destra semi

a sinistra perline + metallo, a destra semi + legno + metallo

a sinistra resina + metallo, a destra resina + legno + metallo

Ho scelto le collane anche perchè la maggior parte dei pezzi sono di grandi dimensioni e ho usato due strategie:
-quella di riunire fili di perline già realizzati in collane multifilo come avevo già fatto qui, e quindi ridurre i pezzi e creare la novità
-l'altra di riunire materiali, forme e colori anche diversi, anche in modo assimmetrico riducendo i materiali sparsi e i pezzi mai usati.
Alcuni dei risultati sono quelli nelle foto. Per quanto riguarda i contenitori la situazione iniziale non è cambiata tanto in termine di spazi occupati ma dal contenuto degli spazi. Inizialmente erano pieni di pezzi sparsi, non usati, non assembalti: una cassetta degli attrezzi, un ex contenitore di tinta muraria, un cestino, 1 scatola di legno grande e diverse scatoline in metallo e cartone. Adesso i pezzi sparsi sono contenuti nei primi due (e riesco a chiuderli). Negli altri contenitori ci sono le cose assemblate (ben 10  collane negli ultimi 10 gg)!

La seconda fase richiede un tempo un po' più lungo e consisterà nel tenere solo il necessario, pochi pezzi selezionati a cui sono affezionatissima. Difficile eh?


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venerdì 4 dicembre 2015

L'unico modo per tenere in ordine è tenere in ordine: obiettivo zero rifiuti

Avete presente tutte quelle belle case che si vedono sulle riviste e nei blog? Vissute ma non incasinate. Piene di oggetti ma non disordinate. Luminose, pulite, accoglienti e calde. Un sogno. Il sogno. Case come quelle di http://casachaucha.com.ar/ intendo!

Come si fa ad arrivare a livelli di organizzazione che possano conciliare la vita e l'estetica in una casa normale, vissuta, dove si cucina, ci si cambia d'abito e si è "un po'" disordinati?
Io inizierei dallo stabilire un posto per ogni cosa. Ho cominciato qualche tempo fa ma si può dire che sono a metà dell'opera. Se devo pensare in maniera ottimista.
In genere preferisco ordinare le cose per tipologia e materiale, ma con la capacità di accumulo che mi ritrovo a volte gli spazi non bastano.
A quel punto l'unica cosa da fare è ridurre.
Si può ridurre in molti modi. In genere io tendo a riempire contenitori e metter via,  ma a volte l'unico modo per ridurre è avviare i materiali e gli oggetti alla raccolta differenziata.
La verità è che prima di eliminare per sempre qualcosa dalla nostra vita è bene domandarci se possiamo farne qualcosa. O qualcos'altro :-D. E farlo!
In pratica l'unico modo per tenere in ordine è tenere in ordine. Darmi delle regole, stabilire gli obiettivi. E magari anche i tempi.
Prima di partire con le soluzioni è bene però analizzare a fondo il dilemma. E porsi delle domande.


 Composizione di: barattoli olive, bicchiere, lumino, fiori finti di bomboniere, pezzo di spiedino in legno, parti interne di scatola portabottiglie


Ad esempio, dove concentro il disordine? Cosa accumulo e perchè? Cosa posso realizzare con materiali e oggetti di rifiuto?
Le risposte a queste poche domande mi danno una traccia da cui partire.
Il mio disordine è abbastanza ben distribuito ;-P, riesco a concentrare piccole aree ordinate in genere dentro contenitori, cassetti, ripiani e mensole.
Accumulo materiali e oggetti in disuso/guasti/di rifiuto perchè penso che potranno servire a qualcosa.
Ho alcuni progetti base e altri estemporanei per ottenere: cose utili (cose che hanno un'utilità a lungo termine, in genere hanno bisogno di un progetto ben studiato e tempi di esecuzione lunghi ad esempio i cassetti del tavolo del cucito); cose decorative (cose che hanno uno scopo decorativo, possono avere vita più o meno lunga: bijoux, quadri fatti con la carta dei sacchetti, composizioni); surrogati (cose che sostituiscono oggetti di cui abbiamo necessità, eliminando almeno temporaneamente la necessità di spesa ad esempio il sottopentola fatto con i rotoli di scottex, il cubo portabiancheria)

Le regole
-ordinare le cose per tipologia e materiale, partendo da piccole aree ed estendendo attorno a queste;
-tenere le superfici sgombre;
-tenere solo cose che altrimenti dovrei acquistare (come le imbottiture) o costruire (come i cassetti) e cercare di essere rapida nelle realizzazioni (ma in generale son lenta più di una lumaca);
-ridurre gli imballaggi all'acquisto (e le conseguenti tentazioni di riciclo che causano accumulo):
tenere sempre una sacca di stoffa ben piegata nella borsa (o in alternativa una cosa così), comprare la carne dal macellaio (che la avvolgerà nell'apposita carta e non nelle vaschette*), il pesce al mercato e le verdure dal riventitore piccolo o dal produttore. Non significa smettere di acquistare al supermercato (del resto anche li lavorano esseri umani) ma semplicemente ridurre;
-ridurre i pezzi utili ma sparsi per casa completando progetti, assemblando, scoprendo nuovi usi ecc ecc;
-ridurre i pezzi inutili avviando i materiali alla raccolta differenziata, evitando accumuli e ricordando che tutto può essere utile ma non necessariamente tutto è effettivamente utile.

La mia lista di obiettivi:
(1) zona brico: collane, perle e perline, chincaglierie: attualmente occupano diversi contenitori; materiali vari di rifiuto riciclabili (plastica, carta, imbottiture poliestere, contenitori e stoviglie, RAEE, legno ecc);
(2) settore cucito tessuti, pellame, lacci, parti metalliche recuperabili, cerniere;
(3) un posto per ogni cosa, ogni cosa al suo posto: cucina, bagno, organizzazione armadio (abbigliamento, accessori, cambi invernali, biancheria);
(4) individuare e allestire aree per attività secondo necessità: piano d'appoggio, luce aggiuntiva, attrezzi e materiali a portata di mano e d'occhio.

In sostanza, in varie fasi, si vedrà la trasformazione di alcune aree della mia casa e contestualmente la produzione di alcuni manufatti. Oppure il risultato ottenuto in tempi più o meno lunghi in aree della casa già sistematizzate.

Del resto questo blog è un po' come la mia casa e la mia vita: ha la necessità, in questo preciso momento, di creare spazi definiti di creatività. Per questo motivo anche in questa piccola virtual-home potrebbero vedersi dei cambiamenti...

*in realtà le vaschette di polistirolo hanno un impiego mooolto divertente di cui parlerò prossimamente...

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mercoledì 25 novembre 2015

Collana multifilo 3 in 1

Circa 6 anni fa ho iniziato a comporre orecchini e collane. Dapprima ho aggiustato quelle di mia madre, poi ho recuperato perline per fare orecchini e, infine, ho cominciato ad acquistare collane da smontare e trasformare, perle e perline singole. Cestini, cassette e scatoline traboccano di chincaglierie accumulate che di tanto in tanto smonto e rimonto. Molte le ho regalo ed altrettante le ho tenute. Fatta eccezione per quelle 4 cose amate di un amore viscerale, tutto il resto però, se non in vista, tende ad essere dimenticato. Con 5 minuti e l'aiuto di un paio di pinze, 3 semplici collane di perline infilate possono diventare un collanone per il prossimo inverno ^_^

Nessuna collana viene modificata: le collane laterali si uniscono alla parte superiore della collana centrale utilizzando gli anellini e le maglie della catena.
I moschettoni di chiusura delle 2 collane laterali si agganciano agli anelli della parte centrale.


L'ultima modifica infine riguarda la lunghezza: con l'aggiunta di una decina di cm di catena la collana cade all'altezza che preferisco.
Con questo sistema, si ottengono collane più voluminose, volendo anche più invernali, che però all'occorrenza possono essere nuovamente separate.

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