Quando ho iniziato a leggere modaperprincipianti.com (che a dispetto della prima impressione che il nome può dare, contiene riflessioni e pensieri profondi, delicati e gentili) ho scoperto una giungla di complicazioni e fisime femminili. Che sono anche mie, ma che ho sempre evitato, sorvolato, parcheggiato.
Però la donna è donna e in realtà riflettere sulle personali fisime non è tutto questo gran male. Anzi. Leggerne poi, ti porta a identificarle, chiamarle con un nome comune. Perchè se non bastassero le forme (del corpo, del viso) noi dobbiamo litigare anche con i colori!
Dobbiamo scoprire a che stagione (e sottostagione) apparteniamo per scoprire che colori ci stanno bene. O viceversa scoprire che colori ci stanno bene per capire a che stagione apparteniamo. Definire il tono e il sottotono della pelle, il colore delle vene del polso, il colore dei capelli e degli occhi. O in alternativa chiedere a chi queste cose le sa fare e aspettare il responso. Devo confessare che ci ho provato e non ci ho capito nulla. Devo confessare di aver dovuto rivedere la mia reale conoscenza dei colori da un ottimo ad una sufficienza scarsa. Ma sono certa di una cosa: comunque si chiamino, a me piacciono i colori autunnali. Marroni, gialli spenti, aranci ruggine, verdi e verdoni, grigi, rossastri, bluastri e azzurrognoli.
E poi, non preoccupatevi di buttare via i colori sbagliati, basterà spegnerli, accenderli, sfumarli, ombreggiarli o "tagliarli" con i colori giusti ;-P
domenica 18 ottobre 2015
sabato 17 ottobre 2015
Cub(cass)etto: un portabiancheria fai da te
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Stranamento ho l'armadio in ordine. Meno stranamente sto traslocando cose da un punto all'altro della casa. Ragion per cui non ho più un comodino ma un tavolino. Ragion per cui le mie mutande non avevano una collocazione precisa.
Così ho fatto un cubo contenitore rivestito di stoffa da inserire in uno dei tre scomparti dell'ordinatore per armadio.
Per farlo servono
-una scatola di cartone delle misure giuste (ovvero quelle del vano contenitore) o in alternativa un pezzo di cartone per costruirlo;
-un pezzo di stoffa da cui ricavare 4 pezzi larghi quanto il lato del cubo (in realtà poco di più per evitare di farlo troppo stretto) e lunghi il doppio dell'altezza e 1 pezzo che sarà la base;
-ago e filo o macchina da cucire
-10 minuti del vostro preziosissimo tempo per tagliare e assemblare.
In pratica dovrete cucire i lati corti dei pezzi più lunghi alla base quadrata appoggiando la stoffa dritto contro dritto. Ne ricaverete una croce. Poi cucirete insieme i lati lunghi adiacenti partendo dal margine superiore fino ad arrivare all'angolo delle base. Otterrete un parallelepipedo privo di un lato piano.
Infine, poggiate la base all'interno della scatola e risvoltate i lati sull'esterno.
Così ho fatto un cubo contenitore rivestito di stoffa da inserire in uno dei tre scomparti dell'ordinatore per armadio.
Per farlo servono
-una scatola di cartone delle misure giuste (ovvero quelle del vano contenitore) o in alternativa un pezzo di cartone per costruirlo;
-un pezzo di stoffa da cui ricavare 4 pezzi larghi quanto il lato del cubo (in realtà poco di più per evitare di farlo troppo stretto) e lunghi il doppio dell'altezza e 1 pezzo che sarà la base;
-ago e filo o macchina da cucire
-10 minuti del vostro preziosissimo tempo per tagliare e assemblare.
In pratica dovrete cucire i lati corti dei pezzi più lunghi alla base quadrata appoggiando la stoffa dritto contro dritto. Ne ricaverete una croce. Poi cucirete insieme i lati lunghi adiacenti partendo dal margine superiore fino ad arrivare all'angolo delle base. Otterrete un parallelepipedo privo di un lato piano.
Infine, poggiate la base all'interno della scatola e risvoltate i lati sull'esterno.
Buon Riciclo!
venerdì 16 ottobre 2015
Lista #15: 7 buoni motivi per smettere di fumare
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da fare
Questo è il terzo giorno che non fumo. Se vi chiedete come si fa a smettere vi dico che i metodi sono due:
-finisci il pacchetto e non ricomprarle
-butta il pacchetto e non ricomprarle.
Anche se non si può dire di aver smesso dopo appena 3 giorni.
Una volta ho smesso dopo aver letto un libro. Che non è il famosissimo "è facile smettere di fumare se sai come fare" che invece mi ha fatto apprezzare anche di più il tabacco. E' un librino un po' zen. La verità vera è che a me piace, ma esagero. E a me non piace perdere il controllo sulle cose e su me stessa.
Comunque la realtà è che non ho veri e propri desideri di sigaretta. Nè crisi d'astinenza. Nè particolari nervosismi in corso. Anzi, tutto il contrario. Però mi rendo conto che in alcuni momenti, se non ci pensassi troppo, fumerei. Per una questione di associazione. Come se accendere una sigaretta fosse la cosa naturale in certi specifici momenti. E non sto parlando del dopo caffè!
Mi capita:
- guardando una partita di basket a casa
- quando esco da un negozio
- quando acquisto qualcosa
- quando finisco di fare qualcosa
- prima di andare a dormire.
La lista potrebbe allungarsi ma devo verificare alcune situazioni.
La cosa più positiva del non fumare è quella di poter tenere la finestra chiusa senza rischiare la nebbia fitta in soggiorno.
Se pensate di mangiare di più non è detto. Io mangio più cose, assecondando la fame man mano, ma le quantità sono invariate perchè distribuite su una arco di tempo superiore. In pratica anzichè abbuffarmi in 3 pasti, mangiucchio in almeno 6 pasti.
Comunque queste sono le osservazioni/motivazioni.
Se vuoi ridurre le occhiaie
Ho questi due segni bluastri da quando sono nata. Mi hanno sempre accompagnato. Le ho odiate per un periodo abbastanza lungo ma ora no. Non mi piacciono ma fanno parte della mia faccia. E io neppure mi trucco. Ma se vuoi vederle attenuate smettere di fumare può fare la sua parte.
E infine, l'aspetto migliore, quello per cui varrebbe la pena smettere-ricominciare-smettere per un periodo eterno, perchè vale solo per un periodo limitato di tempo.
-finisci il pacchetto e non ricomprarle
-butta il pacchetto e non ricomprarle.
Anche se non si può dire di aver smesso dopo appena 3 giorni.
Una volta ho smesso dopo aver letto un libro. Che non è il famosissimo "è facile smettere di fumare se sai come fare" che invece mi ha fatto apprezzare anche di più il tabacco. E' un librino un po' zen. La verità vera è che a me piace, ma esagero. E a me non piace perdere il controllo sulle cose e su me stessa.
Comunque la realtà è che non ho veri e propri desideri di sigaretta. Nè crisi d'astinenza. Nè particolari nervosismi in corso. Anzi, tutto il contrario. Però mi rendo conto che in alcuni momenti, se non ci pensassi troppo, fumerei. Per una questione di associazione. Come se accendere una sigaretta fosse la cosa naturale in certi specifici momenti. E non sto parlando del dopo caffè!
Mi capita:
- guardando una partita di basket a casa
- quando esco da un negozio
- quando acquisto qualcosa
- quando finisco di fare qualcosa
- prima di andare a dormire.
La lista potrebbe allungarsi ma devo verificare alcune situazioni.
La cosa più positiva del non fumare è quella di poter tenere la finestra chiusa senza rischiare la nebbia fitta in soggiorno.
Se pensate di mangiare di più non è detto. Io mangio più cose, assecondando la fame man mano, ma le quantità sono invariate perchè distribuite su una arco di tempo superiore. In pratica anzichè abbuffarmi in 3 pasti, mangiucchio in almeno 6 pasti.
Comunque queste sono le osservazioni/motivazioni.
Se vuoi sentirti meno gonfia
Strano ma vero, per una cosa che è considerata un pò un lassativo. Il mio intestino sembra funzionare anche meglio questi giorni.
Se vuoi sentire meno freddo
Ho i piedi e le mani fredde, nelle stagioni fredde e medie. In pratica sempre. O quasi. Ora che è arrivato l'autunno e casetta si è già sfreddata sarà la finestra chiusa più a lungo, o sarà l'assenza di tabacco?
Se vuoi i capelli puliti più a lungo
In questo momento ho i capelli lunghi. Mooolto lunghi per i miei gusti. Ma non li avevo da tanto e avevo un pò di nostalgia. I miei capelli trattengono l'acqua, così dopo la doccia devo asciugarli più volte con l'asciugamano e con l'asciugacapelli. E non è che ne ho voglia tutti i giorni. In genere al secondo giorno, sopratutto fumando al chiuso, è come se avessero una patina grassa. Ma questi ultimi giorni sembrano lisci e morbidi. E profumano ancora.
Se vuoi sentire la tua mente più sveglia
Leggo, scrivo, rifletto. I pensieri sono fluidi e sensati. Ho l'impressione di essere meno melodrammatica del solito!
Se soffri di allergie
Ho una congiuntivite allergica, ormai cronica, da quando avevo 12 anni. All'inizio erano i pollini di graminacea (ragion per cui dovrei evitare anche alcuni alimenti). Poi la parietaria. Che è una pianta pirata, la trovi dappertutto in qualsiasi stagione. Gli antistaminici e gli altri farmaci la mia congiuntivite se li mangia in un sol boccone. Ma se vuoi dire stop al prurito il mio consiglio è: non riempire la casa, e quindi anche le lenzuola, di microresidui di una combustione.
Se vuoi ridurre le occhiaie
E infine, l'aspetto migliore, quello per cui varrebbe la pena smettere-ricominciare-smettere per un periodo eterno, perchè vale solo per un periodo limitato di tempo.
Se vuoi avere una scusa per:
(attenzione lista nella lista)
-essere cafona con qualcuno-
-mangiare l'impossibile-
-fare acquisti sconsiderati-
-evitare persone e situazioni-
Anche se siete persone estremamente buone, corrette, precise o semplicemente soggette ai sensi di colpa, dimenticatevi della persona che eravate. I sensi di colpa non vi sfioreranno nemmeno, non chiederete scusa, smetterete di giustificarvi.
Godetevi la liberazione finchè dura!giovedì 15 ottobre 2015
La prima impressione
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pensieri
Circa 9 anni fa partivo per la prima esperienza lunga spagnola, in una cittadina talmente a ovest da avere, alle 8 del mattino, un cielo così scuro che si vedevano le stelle (pure quelle cadenti!). A parte l'ovvia destabilizzazione iniziale, il lato positivo era, al contrario, la fine della giornata. Talmente prolungata da dare l'impressione, ma anche la reale possisibilità, di avere abbastanza tempo per tutto. Ottimismo puro!
Chi non ha vissuto con un'ora e passa in più di luce la sera, rispetto l'abitudine solita, avrà qualche difficoltà a capire.
Oltre andare a mangiare fuori cose buonissime, un'altra cosa che ho fatto spesso in Spagna, anche nelle successive esperienze, è acquistare capi di abbigliamento e calzature. Tutte cose che li potevo permettermi con poco pochissimo. Molte delle cose che uso tuttora vengono da negozi come Bershka, Stradivarius, Blanco, Mango, ma anche dal settore abbigliamento del Corte Ingles e da qualche negozio più locale e meno catena nazionale. Zara invece l'ho sempre trovata troppo seriosa. In Spagna ho conosciuto "Hache e Eme" (che continuo a chiamare aceeeme) ovvero la svedesissima H&M con la fantastica spagnolizzazione della sigla.
Abituata ad altro, notavo come i prezzi fossero mediamente 1/3 inferiori (anche per marchi più internazionali) e la qualità, dei materiali, delle finiture, mediamente superiore. La cosa che poi mi sorprendeva di più era la presenza di colore anche d'inverno, mentre qui sembra un tabù se si fa eccezione per due colori generalmente scuri di scelta annuale. E poi una cosa per me mai vista: la facilità delle sostituzioni e la restituzione del denaro O_O.
Due giorni fa scopro che Bershka è sbarcata anche qui, nella mia mente passano i ricordi della via dei negozi della cittadina suddetta con i microaspersori per le giornate di caldo infernale. E sento il richiamo della foresta che mi porta su, veloce, dentro il negozio. Non ho neppure varcato la soglia che mi osservo allo specchio mentro indosso un giubbino in fintapelle (odio il termine ecopelle*, perchè non è eco per nulla), escludo il nero a priori, provo la tonalità cammello, torno alla marrone e procedo alla cassa rapita da chissà quale forza. Nel giro forse di 10 minuti ho una busta con dentro un giubbotto.
Io.
Io!
Io, che ci penso mille volte.
Io, che avevo detto: mai più finta pelle, meglio quella vera che dura un sacco, mai più catene di negozi che sfruttano la manodopera, che inquinano, meglio il piccolo artigiano locale (ma poi è veramente meglio??) ecc ecc.
Ieri ho fatto le prove con tutto quello che ho nell'armadio, estivo e invernale. La sera son tornata al centro commerciale pensando di cambiare il marrone con il cammello, oppure con un cappottino che avevo visto sul sito internet, ma me ne sono andata, indecisa sulla prima impressione, con il marrone nella busta con il cartellino ancora attaccato. Che non è mica la Spagna, qui devi riportare il capo intonso e con lo scontrino e restituzioni in denaro non se ne fanno proprio!
ps: il giubbotto in finta pelle ha un leggero aroma di pelle vera. Un odore piacevole che secondo me è legato al mio acquisto impulsivo (complotto!) O_O
*Una precisazione riguardo l'ecopelle: per quanto il termine sia spesso utilizzato per indicare la pelle finta in realtà pare sia stato assegnato per indicare solo la vera pelle lavorata con processi ecocompatibili. Se volete approfondire questo è un articolo interessante >> Cos'è l'ecopelle: finta pelle o vera pelle?
Chi non ha vissuto con un'ora e passa in più di luce la sera, rispetto l'abitudine solita, avrà qualche difficoltà a capire.
Oltre andare a mangiare fuori cose buonissime, un'altra cosa che ho fatto spesso in Spagna, anche nelle successive esperienze, è acquistare capi di abbigliamento e calzature. Tutte cose che li potevo permettermi con poco pochissimo. Molte delle cose che uso tuttora vengono da negozi come Bershka, Stradivarius, Blanco, Mango, ma anche dal settore abbigliamento del Corte Ingles e da qualche negozio più locale e meno catena nazionale. Zara invece l'ho sempre trovata troppo seriosa. In Spagna ho conosciuto "Hache e Eme" (che continuo a chiamare aceeeme) ovvero la svedesissima H&M con la fantastica spagnolizzazione della sigla.
Abituata ad altro, notavo come i prezzi fossero mediamente 1/3 inferiori (anche per marchi più internazionali) e la qualità, dei materiali, delle finiture, mediamente superiore. La cosa che poi mi sorprendeva di più era la presenza di colore anche d'inverno, mentre qui sembra un tabù se si fa eccezione per due colori generalmente scuri di scelta annuale. E poi una cosa per me mai vista: la facilità delle sostituzioni e la restituzione del denaro O_O.
Due giorni fa scopro che Bershka è sbarcata anche qui, nella mia mente passano i ricordi della via dei negozi della cittadina suddetta con i microaspersori per le giornate di caldo infernale. E sento il richiamo della foresta che mi porta su, veloce, dentro il negozio. Non ho neppure varcato la soglia che mi osservo allo specchio mentro indosso un giubbino in fintapelle (odio il termine ecopelle*, perchè non è eco per nulla), escludo il nero a priori, provo la tonalità cammello, torno alla marrone e procedo alla cassa rapita da chissà quale forza. Nel giro forse di 10 minuti ho una busta con dentro un giubbotto.
Io.
Io!
Io, che ci penso mille volte.
Io, che avevo detto: mai più finta pelle, meglio quella vera che dura un sacco, mai più catene di negozi che sfruttano la manodopera, che inquinano, meglio il piccolo artigiano locale (ma poi è veramente meglio??) ecc ecc.
Ieri ho fatto le prove con tutto quello che ho nell'armadio, estivo e invernale. La sera son tornata al centro commerciale pensando di cambiare il marrone con il cammello, oppure con un cappottino che avevo visto sul sito internet, ma me ne sono andata, indecisa sulla prima impressione, con il marrone nella busta con il cartellino ancora attaccato. Che non è mica la Spagna, qui devi riportare il capo intonso e con lo scontrino e restituzioni in denaro non se ne fanno proprio!
ps: il giubbotto in finta pelle ha un leggero aroma di pelle vera. Un odore piacevole che secondo me è legato al mio acquisto impulsivo (complotto!) O_O
*Una precisazione riguardo l'ecopelle: per quanto il termine sia spesso utilizzato per indicare la pelle finta in realtà pare sia stato assegnato per indicare solo la vera pelle lavorata con processi ecocompatibili. Se volete approfondire questo è un articolo interessante >> Cos'è l'ecopelle: finta pelle o vera pelle?
venerdì 9 ottobre 2015
Questione di orientamento
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Quando vivi a metà tra due case, due letti, due frigo hai bisogno di un paio di punti fermi. Quando la mattina ti svegli e ti aspetti di veder provenire la luce da una certa direzione e invece non va così, hai bisogno di qualcosa di consolatorio, di una stella polare che ti orienti. Di qualcosa che ti faccia dire casa. A volte è un libro, a volte un gatto,a volte un rito.
Per casetta ho scelto due cose: una pianta e una mappa.
Signora piantina è una Sansevieria trifasciata. Resiste a tutto, anche ad un salone poco luminoso. E mi sa di vita. La mappa è di Roma, recuperata nel garage. Quell'intrico di strade sembra dire tu sei qui. Non a Roma, ovviamente, dove non ho mai vissuto. Ma la sensazione è quella che provo quando in una città sconosciuta trovo uno stradario che mi indica dove sono. Non conosco i nomi delle strade, ne la zona però quel tu sei qui apre uno spiraglio di speranza nel mio essere disorientato.
Mi sveglio la mattina, guardo la mappa, guardo la pianta e mi sento a casa.
Per casetta ho scelto due cose: una pianta e una mappa.
Signora piantina è una Sansevieria trifasciata. Resiste a tutto, anche ad un salone poco luminoso. E mi sa di vita. La mappa è di Roma, recuperata nel garage. Quell'intrico di strade sembra dire tu sei qui. Non a Roma, ovviamente, dove non ho mai vissuto. Ma la sensazione è quella che provo quando in una città sconosciuta trovo uno stradario che mi indica dove sono. Non conosco i nomi delle strade, ne la zona però quel tu sei qui apre uno spiraglio di speranza nel mio essere disorientato.
Mi sveglio la mattina, guardo la mappa, guardo la pianta e mi sento a casa.
lunedì 28 settembre 2015
Lista #14 (bis): 3 buoni motivi per una giornata di cazzeggio
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tra me e me
Dico sempre che vorrei un periodo di pausa da tutto. Dal lavoro, dalle responsabilità, dall'associazione, dalla gente, dal telefono e da internet.
Immagino questo periodo in una località di mare, con il bel tempo. Immagino di svegliarmi la mattina, bere la mia 0,40 di caffelatte e andare in una spiaggia deserta di sabbia fina e mare piatto con un cappello di paglia in testa. Nella mia borsa c'è un libro, una mela e un asciugamano.
Pranzo in un chioschetto -pasta con i frutti di mare o calamari alla piastra-. Giro con una bicicletta come quella che aveva mio nonno, con una cassettina di legno sul portapacchi. La sera mangio gelato e disegno. Dormo in un letto di lenzuola candide con la finestra aperta e la tenda mossa dal vento tiepido. E sto zitta. Non ho bisogno di riempire l'aria con parole e suoni.
Però ecco non fa, c'è sempre qualcosa da fare, da risolvere, qualcuno con cui parlare, qualcuno da andare a trovare. Quindi ogni tanto quando posso mi prendo una giornata di cazzeggio. Non sono 24h complete al massimo saranno 8 però mi danno una boccata di ossigeno.
Immagino questo periodo in una località di mare, con il bel tempo. Immagino di svegliarmi la mattina, bere la mia 0,40 di caffelatte e andare in una spiaggia deserta di sabbia fina e mare piatto con un cappello di paglia in testa. Nella mia borsa c'è un libro, una mela e un asciugamano.
Pranzo in un chioschetto -pasta con i frutti di mare o calamari alla piastra-. Giro con una bicicletta come quella che aveva mio nonno, con una cassettina di legno sul portapacchi. La sera mangio gelato e disegno. Dormo in un letto di lenzuola candide con la finestra aperta e la tenda mossa dal vento tiepido. E sto zitta. Non ho bisogno di riempire l'aria con parole e suoni.
Però ecco non fa, c'è sempre qualcosa da fare, da risolvere, qualcuno con cui parlare, qualcuno da andare a trovare. Quindi ogni tanto quando posso mi prendo una giornata di cazzeggio. Non sono 24h complete al massimo saranno 8 però mi danno una boccata di ossigeno.
Perchè ritagliarsi del tempo per non concludere nulla?
perchè se vuoi cagliare un'idea, un progetto
hai bisogno di spostare l'attenzione su qualcosa di inutile
perchè fare decluttering dei pensieri fa funzionare meglio le rotelle della testa
perchè se hanno inventato l'ozio un motivo ci sarà (e noi dobbiamo trovarlo!)
venerdì 11 settembre 2015
L'armadio, la valigia, l'armadio-valigia, la donna con la valigia
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Accanto ai tanti cosa potrei fare per migliorare fluttuano desideri di novità e voglia di cambio armadio/disposizione mobili/contenuti dei cassetti.
Sono, ormai da un po', una donna con la valigia. Forse per questo motivo ho cominciato a sbarellare gli equilibri e avere bisogno di ordine, organizzazione, pianificazione, riduzione degli oggetti, ridefinizione delle necessità. Sono diventata più maniacale e sono finita più o meno coscientemente ad analizzare. Me stessa, il mio armadio, la mia valigia.
Mi sono chiesta di quante cose avessi bisogno per vivere, quali fossero le mie necessità.
E ho cominciato a esplorare - immagini soprattutto - soluzioni web.
Ho scoperto 333project (33 abiti ecc. in 3 mesi, e mi sembrava di avere troppe cose anche se non arrivavo a 30), ma anche la regola del terzo pezzo, come stratificare, abbinare fantasie diverse e, infine, la regola 5,4,3,2,1 per il bagaglio,. Ho pensato di adattarla, usando i multipli, ad un armadio. Mi sono detta, se posso usare poche cose in viaggio perchè non posso farlo tutti i giorni?
Del resto per ridurre le cose dell'armadio bisogna capire cosa si usa e cosa no, cosa può essere regalato e cosa va invece sostituito perchè logoro. Oppure si chiude tutto in un box in attesa di tempi migliori.
Con gli appuntamenti del baratto sono in effetti riuscita a dar via cose a cui ero affezionatissima ma che non usavo più o che avevo usato troppo poco. Poi con due mesi fuori casa son riuscita a mettere via quelle altre cose la cui presenza - colorata tipo bazar - nell'armadio mi piace a prescindere.
Infine mi è venuta voglia di:
un tubino nero
una camicia in jeans
un blazer.
Tutte cose - dicono - fondamentali nell'armadio di una moderna donna!
In effetti non conosco nessun essere umano di sesso maschile che si disturbi a contare i suoi abiti negli armadi. Sicuramente ogni uomo/ragazzo ha un suo stile studiato o meno, alcuni sicuramente più di altri. Ma la stragrande maggioranza? La stragrande maggioranza, a me sembra, se ne frega. Della pancia, delle manigliotte, della tondezza e della magrezza, della forma del culo... Uno dei motivi per cui il genere maschile è il mio -secondo- preferito!! E anche per le pacche sul culo e il 5 di petto alle partite, per le modalità di risoluzione dei conflitti, per saper apprezzare l'oggi come se non ci fosse un domani, per la semplicità del mese ormonale :-O
Ma se sei una donna, se sei nata femmina sia che tu abbia la patata o no, c'è una molla che scatta nella testa a volte un pò a casaccio. E' ciò che ci rende diverse, che ci arricchisce, che ci fa tremendamente complicate ma anche interessanti, isteriche ecc ecc.
E se, oltretutto, sei una decrescentista convinta, prima o poi al tuo armadio tocca un analisi approfondita e maniacale...
Ho salvato immagini di composizioni di armadi tipo, di valige tipo, elenchi da spuntare, indispensabili, ispirazioni di abbinamenti e via così... Ho iniziato liste interminabili di cose che ho, di cose di cui ho bisogno, di come potrei combinarle, di scatti delle combinazioni ma...
La verità è che gli indispensabili dipendono dalle nostre particolari necessità, dallo stile di vita, dal tipo di lavoro e dal tipo di ozio.
Ho scoperto che molte combinazioni di abiti sono belle così nelle foto, sui manichini, nelle vetrine, tutt'altra cosa è quando vengono indossate da persone.
Ho realizzato che anche quando "stai bene con la gonna" usare i pantaloni non è un peccato mortale, ma che se vuoi cambiare devi osare e affrontare gli sguardi attoniti e imbarazzanti. E che se cerchi qualcosa probabilmente quel qualcosa vive già sotto il tuo tetto - o vicinissimo - ma magari nell'armadio del tuo fidanzato, di tua madre o di un'amica. Ho capito che anche con un armadio minimale di pezzi pochi ma buoni, organizzato&abbinato, perfettamente adattato alla nostra figura, ci saranno sempre le crisi di "non ho nulla da mettermi", "non mi sta bene niente". E secondo me il responsabile di tutto questo è lo specchio, la nostra figura che ci ritorna da uno specchio o da una foto.
I gatti però non hanno di questi problemi. Avete mai visto un gatto feo (brutto) camminare senza la regalità dei gatti come se sapesse di essere brutto? E vi siete mai trovati a trattarlo in modo diverso o che lo facessero gli altri gatti?
Ma del resto i felini vanno in giro praticamente nudi e forse la bellezza per loro è proprio una faccenda interiore :-O
ps. scatti tratti dal mio armadio e parcheggiati sul pavimento di casa! Collane, orecchini e bracciale sono di mia produzione. I vestiti vengono dal baratto, dall'armadio di Maman, dal riciclo, da mercatini e qualche negozio. Se dovessi fare un conto di spesa la somma complessiva non supererebbe gli 80€.
* Buon Anno Nuovo *
lunedì 27 luglio 2015
Con gli avanzi di stoffa: parte seconda
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Esiste una categoria di scarti di tessuto che include quelli morbidi e quelle rigidi, che non ha a che vedere con la tipologia di tessuto ma con la dimensione dei pezzi. Con gli avanzi più piccoli si possono fare dei laccetti portachiavi oppure dei mini-portamonete a triangolo (più capienti di quello che sembra.
Per i primi trovate il tutorial su http://www.tambouille.fr. Per i secondi mi sono ispirata a quest'immagine. Per farli servono due pezzi di stoffa a forma di trapezio rettangolo (le dimensioni potete sceglierle voi) formato dall'unione di tre triangoli equilateri, e un bottoncino per la chiusura.
Si mettono dritto contro dritto i due trapezi e si cuce sul rovescio a circa 0,5-1 cm dal margine lasciando aperto un pezzetto per poter rigirare i tessuti. Se necessario si taglia il tessuto in più (io taglio un pò glia ngoli per appiattirli bene). Poi si cuciono sul dritto la base maggiore e un lato. Si fissano i due pezzi del bottone e infine si unisce un lato facendo combaciare due dei triangoli.
Per i primi trovate il tutorial su http://www.tambouille.fr. Per i secondi mi sono ispirata a quest'immagine. Per farli servono due pezzi di stoffa a forma di trapezio rettangolo (le dimensioni potete sceglierle voi) formato dall'unione di tre triangoli equilateri, e un bottoncino per la chiusura.
Si mettono dritto contro dritto i due trapezi e si cuce sul rovescio a circa 0,5-1 cm dal margine lasciando aperto un pezzetto per poter rigirare i tessuti. Se necessario si taglia il tessuto in più (io taglio un pò glia ngoli per appiattirli bene). Poi si cuciono sul dritto la base maggiore e un lato. Si fissano i due pezzi del bottone e infine si unisce un lato facendo combaciare due dei triangoli.
Buon Riciclo!
martedì 14 luglio 2015
Con gli avanzi di stoffa: parte prima
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Se tra le altre cose conservate i ritagli di pantaloni, vestiti, gonne ecc provate a suddividerli cosi:
-tessuti leggeri, morbidi, flessibili
-tessuti pesanti, rigidi, robusti.
Fate proprio due bei mucchietti!!
Con i primi (in genere potete ricavarli dall'adattamento dei vestiti estivi) potete fare queste collane
Sono dei tubi di stoffa in cui andrete ad infilare un cordoncino di circa mezzo centimetro di diametro per dare consistenza, e, secondo vostro gusto, decorare con pezzi di tubo di rame di dimensioni diverse.
Difficoltà: sta nel fatto che vanno cuciti a rovescio (ma se qualcuno trova una soluzione può condividerla!!!) e rigirati. Come? Io lo faccio con l'aiuto di una pinza a becco molto fino e tanta pazienza!
Esiste un altro modo che consiste nell'ultilizzo di un pezzo di fil di ferro piegato a U nella parte terminale ma ho provato e non mi facilità l'operazione (soprattutto quando il diametro del tubo è piccolo).
Il tubo di rame è di recupero, privato del rivestimento plastico, lo si può tagliare con un tagliatubi.
-tessuti leggeri, morbidi, flessibili
-tessuti pesanti, rigidi, robusti.
Fate proprio due bei mucchietti!!
Con i primi (in genere potete ricavarli dall'adattamento dei vestiti estivi) potete fare queste collane
Sono dei tubi di stoffa in cui andrete ad infilare un cordoncino di circa mezzo centimetro di diametro per dare consistenza, e, secondo vostro gusto, decorare con pezzi di tubo di rame di dimensioni diverse.
Difficoltà: sta nel fatto che vanno cuciti a rovescio (ma se qualcuno trova una soluzione può condividerla!!!) e rigirati. Come? Io lo faccio con l'aiuto di una pinza a becco molto fino e tanta pazienza!
Esiste un altro modo che consiste nell'ultilizzo di un pezzo di fil di ferro piegato a U nella parte terminale ma ho provato e non mi facilità l'operazione (soprattutto quando il diametro del tubo è piccolo).
Il tubo di rame è di recupero, privato del rivestimento plastico, lo si può tagliare con un tagliatubi.
Buon Riciclo!
domenica 28 giugno 2015
Manici e tessuti di riciclo: le bors-tovaglie
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Il segreto di una borsa sta quasi tutta nella scelta del tessuto. Quando questo ha un certo grado di rigidità e robustezza sarà più facile fare cuciture dritte e mantenerne la forma. Poi ci sono i manici o la tracolla. E pure queste parti dovrebbero essere un pò resistenti.
Le tracolle e i manici si possono produrre di tessuto cucendo un "tubo" sul rovescio, risvoltandolo e fissando con due cuciture laterali.
esterno, interno, tasca e manici: tovaglie fantasia
chiusura bottone+asola
particolari: reversibile
n.b. la tasca sul lato rosso l'ho eliminata
Oppure si possono riciclare. Io, più spesso, utilizzo le vecchie cinture in cuoio o in similpelle ma stavolta ho provato con una cinghia da avvolgibile al tatto abbastanza "tessutosa".
esterno, tasca esterna e tascone interno: tovaglia fantasia
interno: tessuto cotone fiorellini
chiusura: cerniera
manici: cinghia per avvolgibile
particolari: è nata come porta notebook ma il mio non passa dall'apertura (a meno di non avere un ultrabook con dimensioni leggermente più ridotte.
Le tracolle e i manici si possono produrre di tessuto cucendo un "tubo" sul rovescio, risvoltandolo e fissando con due cuciture laterali.
esterno, interno, tasca e manici: tovaglie fantasia
chiusura bottone+asola
particolari: reversibile
n.b. la tasca sul lato rosso l'ho eliminata
Oppure si possono riciclare. Io, più spesso, utilizzo le vecchie cinture in cuoio o in similpelle ma stavolta ho provato con una cinghia da avvolgibile al tatto abbastanza "tessutosa".
esterno, tasca esterna e tascone interno: tovaglia fantasia
interno: tessuto cotone fiorellini
chiusura: cerniera
manici: cinghia per avvolgibile
particolari: è nata come porta notebook ma il mio non passa dall'apertura (a meno di non avere un ultrabook con dimensioni leggermente più ridotte.
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